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Nel ciclismo la musica può essere doping, ma che bello ascoltarla!

Stavo pedalando sul Gargano, scalavo la famosa salita del Mandrione, 20 km al 8% di pendenza, in una stupenda giornata di sole e, contemporaneamente, ascoltavo musica: Pearl Jam, Radiohead, Muse, Subsonica, ColdPlay, U2 e, così via, nelle mie cuffie i brani si alternavano random.

Quando la musica che ascoltavo era quella con ritmo sostenuto e ovviamente di mio gradimento, notavo un’energia nel pedalare più alta, uno sforzo ridotto e di conseguenza un minore affaticamento.

Sfruttavo i brani soft, più lenti per recuperare e ricaricarmi, pronto per affrontare più energeticamente il tratto di salita successivo al ritmo di musica più stimolante.

Corpo e mente

Da questa esperienza ho capito come funziona il mio corpo e la mia mente, come entrambi reagiscono alla musica permettendomi di migliorare la performance, e di terminare una salita impegnativa senza quasi accorgermene.

Grazie alla musica tutto sembrava svolgersi con la massima naturalezza e senza fatica.

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Un binomio vincente, a volte vietato

Sapevo che il binomio musica più esercizio fisico produce un aumento dei livelli di prestazione, agendo anche sull’abilità motoria e sulla motivazione dell’individuo.

Per tutti questi motivi la musica, in alcune discipline, è vietata durante le gare perché considerata un vero e proprio doping.

Gli effetti della musica, evidenze scientifiche

Approfondiamo, dal punto di vista scientifico, gli effetti della musica, intesa come vibrazione, sulle cellule del nostro organismo, sulla salute del fisico, sulla performance sportiva, sul nostro sentire esul nostro vivere.

La musica, come strumento di comunicazione non verbale, con le sue vibrazioni, aiuta a entrare in quella dimensione che facilita la connessione con la nostra sfera emotiva raggiungendo l’armonia psicofisica, cioè il riallineamento corpo – mente – componente energetica, che corrisponde allo stato di salute.

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Vibrazioni

Non dobbiamo dimenticare che noi siamo un sistema energetico che vibra, che vive su questa terra che, a sua volta, possiede una frequenza di vibrazione pari a 8 hz, che, evidentemente non udiamo. Gli studi sviluppatisi negli ultimi 100 anni dimostrano come tutto sia vibrazione: Einstein affermava che la materia non esiste, è soltanto energia che vibra a varie frequenze.

Tutto vibra quindi, anche il nostro corpo, infatti le nostre cellule producono vibrazioni acustiche che possono essere trasformate in suoni udibili.

Il suono

Il suono, sia come vibrazione meccanica che si propaga nel mezzo, sia come modalità quantistica di vibrazione, può essere considerato come un “facilitatore” in grado di modificare lo stato dinamico, energetico e strutturale degli atomi e delle molecole con cui interagisce.

Quando il suono (= vibrazione) colpisce una cellula, quindi un tessuto, che altro non è che un insieme di cellule, gli atomi che lo costituiscono possono entrare in risonanza con particolari frequenze incidenti. Tale risonanza implica una modificazione dell’architettura e della funzionalità della struttura molecolare, quindi del tessuto e dell’organo corrispondente. Ciò si traduce nella possibilità che il suono come vibrazione possa modificare la struttura molecolare di quegli elementi che regolano l’espressione (=funzione) dei nostri geni, modificando così l’architettura del DNA stesso (epigenetica).

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Tutte queste “entità” possono essere modificate dall’interazione con quello che definiamo suono, ovviamente anche con frequenze vibrazionali non udibili dall’orecchio, ma portatrici comunque di vibrazione percepibile a livello atomico e molecolare.

Considerando tutto questo, non ci stupisce più allora se il nostro corpo fisico sente di meno la fatica di uno sforzo quando facciamo ascoltare alle cellule che lo compongono una musica dal ritmo energizzante, oppure se cambia la nostra percezione a livello della sfera psicoemotiva quando la musica diventa più rilassante, magari con delle note struggenti che ci evocano chissà quali memorie dimenticate.

Il futuro della musica al fianco della medicina

La musica, in un prossimo futuro, sempre di più diventerà strumento che affiancherà la medicina per promuovere e mantenere lo stato di salute globale dell’individuo.

Saremo in grado di individuare suoni, vibrazioni che, attraverso l’interazione con una struttura molecolare, saranno in grado di “riprogrammare” l’equilibrio armonico delle interazioni atomiche e molecolari che sono alla base dell’omeostasi (=equilibrio) che corrisponde allo stato di salute cellulare.

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Tra scienza e legittimi dubbi

Che il nostro corpo sia un sistema energetico vibrante, il cui equilibrio determina lo stato di salute o malattia, la medicina orientale lo afferma da millenni e la fisica quantistica oggi lo conferma.

Noi, invece, possiamo sperimentarlo tutte le volte che osserviamo consapevolmente, senza darlo per scontato, quello straordinario sistema complesso che siamo, secondo quella visione che ci concepisce come un’unita’ di corpo, di mente e di spirito inserita in un determinato ecosistema.

Possiamo prendere coscienza di questo miracolo magari proprio mentre pratichiamo la meditazione dinamica in bici, ascoltando musica.

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