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I tubeless per mountain bike

Il funzionamento dei pneumatici Tubeless per MTB verte tutto attorno ad una tecnologia sprovvista di camera d’aria (in inglese, “tube” significa camera d’aria e “less” vuol dire senza). All’interno di questo post, dopo aver segnalato in breve le origini storiche del sistema tubeless, segnaleremo il suo ruolo sulle mountain bike, le differenze con le ruote normali, i pro e i contro di questa tecnologia e in ultimo il target di riferimento.

Pneumatici tubeless, la storia

Le origini storiche del sistema tubeless risalgono al 1955. L’applicazione non era riferita alle biciclette, dove la presenza delle camere d’aria era ancora forte, ma al sistema automobilistico. Occorrerà attendere 44 anni. Era il 1999 quando Michelin, Hutchinson e Mavic, lanciarono il sistema UST, acronimo di universal standard #tubeless. Sono perciò queste tre note realità transalpine ad essere in possesso del brevetto. In linea di massima, il sistema tubeless è predefinito. Nel senso che sia le coperture che il cerchio sono equipaggiate in maniera native con la tecnologia in questione, in quanto vengono ideati proprio con questo scopo. Nel corso degli anni, tuttavia, la ricerca è andata avanti e i risultati conseguiti dall’innovativo sistema Tubeless Ready ha reso possibile, mediante l’ausilio di kit ad hoc, la conversione del classico cerchio per camera d’aria in tubeless.

tubless cop max.jpg

Come hanno fatto i pneumatici tubeless per mtb a rivoluzionare il settore?

L’introduzione dei pneumatici Tubeless per MTB ha rivoluzionato l’intero mondo delle biciclette, grazie ad una proprietà determinante, quale l’impermeabilità della ruota all’aria esterna, assicurandole il mantenimento della pressione di gonfiaggio.

E’ il cerchio, così come la copertura, a ricoprire un ruolo di spicco per quanto riguarda questa tecnologia. A differenza del cerchio per la camera d’aria, infatti, questa soluzione mostra un profilo totalmente diverso, essendo saldato. Nello specifico, dato che l’intento è quello di garantire la perfetta tenuta dei pneumatici, è la bara che costituisce il vecchio cerchio ad essere dapprima calandrata a macchina, in seguito saldata, levigata ed infine sigillata nell’apposito canale interno.

Non a caso, il cerchio Tubeless per MTB non presenta i fori tradizionali dove alloggiano le teste dei nippli. In posizione laterale, a differenza della ruota tradizionale, i cerchi tubeless delle mountain bike presentano due labbri, deputati al mantenimento della posizione dello pneumatico, impedendo che entri in via accidentale nella sede del cerchio a causa della bassa pressione. La caratteristica alla base della progettazione di questo sistema innovativo verte tutta attorno all’impermeabilità all’aria esterna e alla chiusura della porosità, centrata appieno grazie all’aumento della presenza della gomma. Rispetto alle ruote tradizionali, questi pneumatici si caratterizzano per una maggiore rigidità, dato che vanno tenuti in posizione soltanto dalla aria, visto che sono sprovvisti dell’apposita camera.

Vantaggi

Forare il pneumatico diventa più difficile: non c’è più il rischio che la camera d’aria venga tranciata, data la pressione interna bassa e l’alta deformabilità, La camera d’aria qui non c’è. Nell’immaginario collettivo rientra quella situazione, dove il ciclista, solo e fermo al bordo della strada, deve occuparsi del cambio della camera d’aria bucata. Con questo sistema, il problema non si presenterà più.

  • Maggiore stabilità in curva
  • Migliore capacità di frenata
  • Più trazione nella pedalata
  • Maggiore deformazione: consente di girare con pressioni minori
tubles vs trad.jpg

Svantaggi

  • Maggiore peso: rispetto ai pneumatici classici, quelli Tubeless pesano di più (e occorre sommare anche il peso del lattice).
  • Rischi per il ciclista per via dello stallonamento dello pneumatico
  • Squilibri e ingestibilità della ruota, a seguito dell’iniezione di lattice volta a sigillare la porosità dello pneumatico. E le cose si complicano se lo pneumatico non tallona bene, visto che è come se si guidasse una ruota sprovvista di centratura e, di conseguenza, macchinosa e tutt’altro che equilibrata.
  • Gonfiaggio complesso nella circostanza in cui il lattice secca nella valvola in cui viene iniettato
  • Necessità di avere un paio di coppie di ruote di scorta, dove gli pneumatici sono preinstallati. La scelta del modello dipenderà da tracciato di riferimento.
tubless stilizz.jpg

A chi sono indirizzati i copertoni tubeless?

Evidenziata il resoconto dei pro e dei contro, segnaliamo a conclusione dell’articolo qual è il target di riferimento dei pneumatici Tubeless.

MOUNTAIN BIKE

Se c’è un settore dove i copertoni in questione fanno la parte del leone, questo è, senza se e senza ma, quello della mountain bike, a causa del rimpiazzo della camera d’aria. Le mountain bike di fascia alta possono già contare in maniera nativa sul sistema tubeless, visti i vantaggi di poter correre a pressioni inferiori senza il rischio di veder forata la tua ruota. Per le mountain bike di prima fascia, devi necessariamente procedere alla latticizzazione delle gomme.

CLICLOTURISMO

Se viaggiare in bicicletta è una delle tue tante passioni, tieni conto che con questo sistema all’avanguardia eviterai in sostanza il rischio di ritrovarti ad affrontare il problema delle forature. Per questo motivo, avere però camere d’aria di scorta e applicare con pazienza di sera gli appositi patch è più di una necessità. Lo tesso dicasi per il ricorso delle lamine in kevlar, volte a rafforzare i pneumatici.

CICLISMO SU STRADA

Migliore trazione, maggior grip, ottima stabilità sia in frenata e in curva sono essenziali in questo sport. Anche a livello amatoriale. Il problema, però, è che di tubeless per strada di livello sul mercato ce ne sono pochissimi e quelli che ci sono vanno incontro al problema del montaggio macchinoso. Valuta bene, in questo caso, e il gioco vale la candela.

tubless corsa.jpg

GRAVEL BIKE

Se sei amante delle competizioni e cerchi prestazioni da urlo, puoi scommettere sui copertoni tubeless. Oltre alla riduzione dei rischi per foratura, potrai optare per il poter contare su più grip, specie nei tratti off-road, andando a ridurre la pressione, per aumentarla in seguito con l’obiettivo di poter usufruire di maggiore scorrevolezza.

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