Consigli e programmi delle Guide dell’Accademia Nazionale del Ciclismo
Chi vive la MTB come passione totalizzante conosce bene la frustrazione: meteo avverso, giornate corte, impegni che impediscono di uscire… e la bici resta lì, a guardarti dal garage. Ma chi pensa che i rulli siano solo un ripiego monotono si sbaglia di grosso: con i giusti programmi e con la mentalità corretta, possono diventare uno strumento potente per migliorare condizione, tecnica di pedalata e perfino la gestione mentale della fatica.
📅 Un programma settimanale firmato dalle Guide
Le Guide dell’Accademia Nazionale del Ciclismo propongono spesso un approccio strutturato. L’allenamento indoor deve avere un senso, non essere solo “tempo passato sui pedali”. Ecco un esempio di programma settimanale per biker evoluti:
- Lunedì → Recupero attivo
40 minuti a bassa intensità, con RPM alti (95-100), simulando agilità e scioltezza. Ottimo per smaltire eventuali uscite del weekend. - Martedì → Interval Training
10’ riscaldamento + 6 ripetute da 3’ al 90% della soglia con 2’ di recupero attivo. Lavoro esplosivo per VO₂max, utile in salite brevi e intense sui trail. - Mercoledì → Forza sui pedali
50’ totali: inserire 6 blocchi da 5’ a bassa cadenza (55-60 RPM) e alta resistenza, mantenendo la frequenza cardiaca al medio. Simula le rampe più dure. - Giovedì → Tecnica e cadenza
40’ alternando: 2’ a 120 RPM / 2’ a 70 RPM. L’obiettivo è migliorare il controllo neuromuscolare e la gestione dei colpi di pedale. - Venerdì → Riposo o core training
Non rulli, ma lavoro a corpo libero per rinforzare addominali, dorsali e stabilizzatori: fondamentali in MTB per guidare in sicurezza. - Sabato → Sessione lunga
90’ con progressione: 30’ Z2 → 30’ Z3 → 20’ Z4 → defaticamento. L’allenamento che costruisce davvero la resistenza. - Domenica → Uscita outdoor (se possibile)
Se il meteo lo permette, meglio tornare sul trail. Altrimenti: sessione di endurance indoor da 2h con variazioni di cadenza.
⚙️ Non tutti i rulli sono uguali: guida alla scelta
Un punto chiave per ogni biker evoluto: il rullo non è solo un “attrezzo per pedalare in casa”. Esistono tipologie diverse, con vantaggi e limiti da conoscere.
- Rulli a rullo classico (con contatto diretto sulla ruota posteriore)
✅ Economici, pratici
❌ Usura copertone, meno realistici, rumorosi - Rulli a rullo smart interattivi
✅ Connessi a Zwift, TrainerRoad o simili, simulano pendenze e resistenze
❌ Costosi, richiedono manutenzione elettronica - Rulli a trasmissione diretta (direct drive)
✅ Silenziosi, precisi, realistici, niente usura ruota
❌ Ingombranti, prezzo alto, necessitano bici dedicata - Rulli a rulli liberi (senza fissaggio, la bici “galleggia”)
✅ Perfetti per lavorare su equilibrio e fluidità, sensazioni più vicine alla strada
❌ Richiedono molta concentrazione, meno adatti a lavori di forza prolungati

🚵 Quale rullo per chi fa MTB?
Le Guide dell’Accademia sono chiare: per un biker avanzato, il rullo a trasmissione diretta smart è la scelta più sensata. Perché?
- riproduce fedelmente le variazioni di resistenza di una salita o di un single track impegnativo;
- permette lavori di precisione su potenza e cadenza;
- dialoga con software e piattaforme che rendono le sedute più coinvolgenti (Zwift in modalità MTB è un must).
Tuttavia, i rulli liberi restano un complemento prezioso: migliorano equilibrio, gestione del mezzo e sensibilità di pedalata, qualità che in fuoristrada fanno davvero la differenza.

I rulli non sono più il “male necessario” di una volta. Sono diventati un laboratorio indoor, dove si può lavorare su potenza, agilità e tecnica in modo mirato, seguendo programmi seri e validati da chi la MTB la vive e la insegna. Certo, nulla sostituirà mai il rumore delle gomme sul trail bagnato o il vento in faccia in discesa… ma nelle settimane invernali o nei giorni di pioggia, i rulli possono trasformare la costanza in risultati concreti.
Allenarsi con intelligenza, anche tra le mura di casa, significa arrivare più pronti e più forti alla stagione sul campo. 🚴♀️🔥













