Scopri con noi il mondo del ciclismo e le sue opportunità
FACCIAMO QUESTO PER VOI DAL 1996…
Stacks Image 20
Stacks Image 1429

I fondamentali segreti per scendere in sicurezza e divertirsi di più

Lo sappiamo tutti che scendere da un sentiero, più o meno tecnico, facendo fare alla nostra mountain bike ciò che vogliamo non è affatto semplice perchè la mountain bike è uno sport con una componente tecnica molto elevata. Per fare un paragone con un altro sport è come pretendere di imparare a sciare correttamente senza aver mai preso qualche lezione con un maestro: impossibile.

La tecnica di guida infatti prevede alcune basi assolutamente anti istintive e ci fa confrontare (come nello sci) con alcune paure innate: la velocità e il vuoto. Tutto ciò che state per leggere non ha lo scopo di sostituire una lezione con un istruttore preparato piuttosto esservi da vademecum per individuare lacune di base che molti si portano in sella interrogandosi poi sulla difficoltà di migliorarsi col tempo.

Non sapere come si deve guidare una mountain bike vi rende impossibile migliorarvi e vi tiene molto lontani dall’avere il controllo del vostro mezzo rischiando di farvi seriamente del male. Oltre tutto lo sviluppo di bici sempre più performanti e di componenti tecnologiche fa evolvere la tecnica di guida velocemente per cui meccanismi che si attuavano per scendere con biciclette di dieci anni fanno ormai parte di uno stile di guida obsoleto e poco proficuo.

La prima cosa che dovete aver ben chiaro è che la vostra bici tenderà ad andare nella direzione del vostro sguardo. La cosa sembra ovvia ma se ripensate a come vi comportate in prossimità di qualche passaggio tecnico che vi preoccupa verificherete che molto spesso vi trovate a seguire con lo sguardo la traiettoria della ruota anteriore che coincide con quella della tangente alla curva stessa portando di fatto la bici a voler uscire dalla linea corretta.

Questa sensazione è più evidente quando ci si trova su trails ripidi e con curve strette: l’impressione che la vostra bicicletta tenda a non girare è dovuta alla direzione erronea del vostro sguardo rivolto non all’uscita della curva o a ciò che vi attende bensì a quello che sta passando in quel momento sotto la vostra ruota. Questa scorretta impostazione rende il vostro mezzo poco dinamico e difficile da condurre nella direzione voluta.

Inoltre uno sguardo puntato qualche decina di metri avanti a voi vi darà tempo di gestire ostacoli, e cambi di direzione con un anticipo sufficiente a farvi guidare meno rigidi e più dinamici. Quindi, regola numero uno: sguardo avanti ad anticipare traiettorie ed ostacoli.

A questa impostazione di base va abbinata la corretta postura generale durante un tratto guidato. Sembrerà scontato ma è sempre meglio ribadire che nessun tratto in discesa va mai affrontato col peso sulla sella. Il trasferimento del peso dalla sella ai pedali abbasserà immediatamente il baricentro del sistema bici/biker rendendo la bici attiva e guidabile.

Dimenticate le posizioni abbondantemente arretrate molto old school, oggi grazie ai reggisella telescopici, componente fondamentale di una mountain bike contemporanea, la guida moderna si basa su una postura con arti inferiori abbastanza distesi e busto e arti superiori piegati e attivi. Questa posizione (immagine di copertina) si fonda su una fondamentale centralità sul mezzo e sull’apporto degli arti come supplementari ammortizzatori. E’ ovvio che in condizioni di estrema pendenza il rifugio al classico fuorisella è ancora contemplato favorito nella sua azione dalla funzione del reggisella telescopico. Quindi la regola numero due è: posizione centrale attiva.

Image

Altrettanto basilare è conoscere la tecnica corretta per frenare. Ai più sembrerà palese che tutta l’efficienza della frenata sia affidata ad un impianto più o meno potente: sbagliato! La nostra guida dovrà essere attiva sulla bicicletta anche nel momento critico della frenata. Se provate a frenare in un punto di raccordo tra un tratto ripido ed uno quasi piatto vi renderete conto che la frenata sarà molto più potente. Tutto dipende da come il peso in quel momento è scaricato sulle gomme, componente fondamentale quanto i freni. Possiamo simulare lo stesso trasferimento di peso anche quando guidiamo “schiacciandoci” nell’istante in cui azioniamo i freni. E’ come se per un istante il nostro peso sulla bici sia maggiore; potete fare la stessa prova su di una bilancia: abbassatevi di colpo e vedrete il peso aumentare sul display.

La postura sulla bici è un altro fattore fondamentale nella frenata: sarebbe ottimale cercare di avere sempre una corretta distribuzione dei pesi sulle due ruote per evitare che, soprattutto nei tratti di forte pendenza la ruota posteriore sia troppo leggera causando una perdita di aderenza proprio quando ci serve maggior potenza. Il lavoro delle gambe, delle articolazioni della caviglie e soprattutto dei piedi è fondamentale. Più avete bisogno di grip alla ruota posteriore più la posizione del piede non dovrà essere parallela a terreno bensì il tallone andrà abbassato per ottenere quel trasferimento di carico sul posteriore necessario per il grip. Senza questo lavoro dei piedi e delle caviglie frenerete sempre meno di quanto vi permette il vostro mezzo.

E’ inutile poi continuare a frenare in ogni punto del tracciato: fondamentale è la lettura delle linee migliori, la ricerca attraverso uno sguardo avanzato dei punti dove poter frenare con maggior potenza e in sicurezza e poi una volta diminuita la velocità lasciar scorrere le ruote in curva limitando l’azione dinamica del mezzo il meno possibile. Condurre una curva coi freni tirati risulta infatti molto più difficile con la sensazione che la nostra bici fatichi a girare. La regola numero tre quindi è: imparare a come e dove frenare.

Queste tre regole base possono diventare ancora più complesse da mettere in pratica se il setup della nostra bici non è ottimale: guidare bene con un setup sbagliato delle sospensioni oppure con delle gomme poco adatte o con un manubrio troppo stretto oppure largo diventa ancora più difficile ma per darvi qualche fondamentale consiglio vi rimandiamo ad una prossima puntata dei nostri tech points.

La regola numero quattro è: un buon setup della bici.

Vogliamo invece soffermarci sull’ultimo ma non meno fondamentale consiglio. Per imparare a guidare con efficienza e sicurezza e apprezzare in tempi contenuti dei miglioramenti occorre operare un reset ad un atteggiamento che spesso verifica: molti bikers vanno più forte di quanto la propria tecnica concede prendendosi dei rischi inutili e dimezzando il divertimento. Soltanto riportando la velocità al di sotto del proprio limite possiamo apprezzare il piacere di una guida più rilassata con dei tempi adeguati a mettere in pratica gli esercizi necessari all’apprendimento di una guida corretta. Man mano che apprenderete la tecnica di base il vostro limite si alzerà e anche la vostra velocità di sicurezza aumenterà lasciandovi sempre la sensazione di divertimento e controllo. Scendere ad una velocità troppo sostenuta significherà invece guidare troppo vicino al vostro limite con conseguenti errori, rischi e perdita di divertimento. Vi lasciamo quindi con la quinta e ultima regola fondamentale che non dovrete mai dimenticare: per andare forte si deve prima ad imparare ad andare piano.

Buon divertimento e a presto!

BICYCLE STORE MANAGEMENT
Bicycle Store Management
PROGETTAZIONE E SALDATURA
Progettazione e saldatura
FONDARE UNA CICLOFFICINA
Fondare una ciclofficina
PEDALARE BENE!
Pedalare bene!
NUTRIZIONE ED INTEGRAZIONE
Nutrizione ed integrazione
ISTRUTTORE DI NORDIC WALKING
Istruttore di Nordic Walking
GUIDA DI MOUNTAIN BIKE
Guida di Mountain Bike
GRAVITY TOUR LEADER
Gravity Tour Leader
ABCiclando
MODULI SERALI DI MECCANICA
Moduli serali di meccanica
MECCANICA ESSENZIALE
Meccanica Essenziale
MECCANICA DI BASE
Meccanica di Base
MECCANICA AVANZATA
Meccanica Avanzata
WORKSHOP SOSPENSIONI
Workshop Sospensioni
WORKSHOP RUOTE
Workshop Ruote
SPECIALIZZAZIONE E-BIKE
Meccanica e manutenzione E-bike