Possiamo dire che il limite strutturale che emerge nella formazione d’aula è il trasferimento on the job. Le più attuali teorie e modelli d’apprendimento indicano, seppur in modo diverso e con diverse sottolineature, come senza ancoraggio alla vita reale delle persone non possa essere raggiunto un apprendimento completo e persistente.
Una buona lezione può, allora, risultare efficace per sviluppare nuove conoscenze generali, ma se queste poi non possono essere “esercitate” non si radicano nella persona e presto svaniscono. In passato, in un mondo dai ritmi più lenti, in cui l’interscambio di comunicazioni non molto frequente, gli incontri rari e i silenzi più lunghi, le lezioni rappresentavano un concentrato di stimoli cognitivi che poi le persone avevano modo di “digerire” nei mesi di silenzio seguenti “provando ad applicare”. Il processo di apprendimento era cioè, completato a cura della persona stessa che aveva il tempo necessario per rifletterci sopra, testare i modelli e adattarli alla propria realtà.
Oggi sono sempre più serrati, le persone sono concentrate nelle grandi città, ognuno è sommerso in un mare di comunicazioni permanenti, gli incontri sono continui, il tempo sembra mancare, l’attenzione è tutta risucchiata dal raggiungimento di obiettivi a breve, lo spazio di riflessione personale sembra essere sparito; nell’era della conoscenza le persone sembrano non riuscire ad apprendere alla velocità che servirebbe loro. In un’epoca come la nostra, in cui occorre accelerare i ritmi di acquisizione di competenze, sembra che stiamo rispondendo aumentando gli stimoli iniziali senza completare mai il processo “fisiologicamente” indispensabile alle persone per apprendere.
Le lezioni ed un certo tipo di formazione tradizionale hanno il limite strutturale di non poter accompagnare il processo completo d’apprendimento delle persone, ma di riuscirne a stimolare solo l’avvio e spesso unicamente a livello cognitivo.
L'outdoor training permette invece di agire in maniera incisiva sulla sfera dei comportamenti, atteggiamenti e motivazioni individuali. Sperimentare in prima persona un comportamento ha un potere maggiore rispetto ad una semplice teorizzazione.